Opera Rotas
Opera Rotas nasce come continuazione di un progetto esplorativo di natura etnografica e antropologica, volto a riscoprire la cultura popolare -quella folklorica, contadina, marginale -attraverso uno sguardo consapevole e orientato.
È da questa intenzione che viene l'idea di rendere omaggio a una formula tanto celebre quanto misteriosa:
Non è solo una formula (secondo alcuni, magica), né un semplice gioco di parole palindrome leggibili in ogni direzione. Il cosiddetto quadrato magico, composto da questi cinque termini latini, è stato ritrovato in numerosi siti archeologici sparsi per l'Europa, attraversando epoche e culture differenti.
La sua interpretazione è tutt'oggi un enigma: pagano, cristiano, magico-alchemico? Un riddle che resiste al tempo.
Rispetto alla struttura completa del quadrato, la scelta è specifica sugli ultimi due termini: Opera e Rotas, specchio e controcanto dei rispettivi Sator e Arepo. Questi evocano la rotazione, la ciclicità del tempo, ma soprattutto, rimandano all'Opera -quella Magna, un'opera alchemica -simbolo di una ricerca interiore, intenzionale, che scava nel tessuto ambiguo della realtà, fatta di interpretazioni soggettive, di empatia, di visioni invisibili e simboliche.
Viviamo in una società che ha dimenticato i riti (Byung-Chul Han). Una civiltà proiettata costantemente in avanti, nel dominio della tecnica, della materia, della mercificazione dello spirito e della natura.
Questo sguardo esclusivamente lineare ci ha condotti a un senso di smarrimento. Per questo, diventa necessario guardarsi indietro, ma non verso un tempo orizzontale e superato, bensì in modo circolare, come facevano gli antichi, ad un tempo che ritorna, che si ripete, e ci rivela.
Ed è proprio nel tempo scandito dalla Rotas, nella ciclicità dei ritorni, che ci ritroviamo a incontrare, ancora e sempre, noi stessi.
Opera Rotas, attraverso le persone che incontra e ascolta, si fa specchio: uno specchio in cui riconoscersi -pur nella diversità delle esperienze e delle forme.
Perché l'altro, infine, è quel "noi" che non conosciamo ancora.