Forgiare il Coltello
con Riccardo Pignatelli
Siamo rientrati nella Fucina di Riccardo Pignatelli, per finire quello che avevamo iniziato. Senza l’intervista non avremmo mai compreso il valore di quello che avviene tra l’odore del ferro e il calore della forgia, tra i ritmi del martello e le lunghe “pause” in natura. Quello di Riccardo è un sistema, e in questo sistema essere presenti e al centro è fondamentale.
Per questo siamo tornati, per vederlo funzionare. Questo momento, quello della forgiatura di un suo coltello, lo abbiamo costruito insieme. La precisione del gesto è devastante. Spesso ho perso il focus della ripresa, nel cercare di cogliere quanto più possibile.
Nessun maglio, nessun ritaglio, nessun cambio di programma o progetto: Riccardo ci ha spiegato cosa avrebbe forgiato di lì a poco, e dopo centinaia di martellate l’idea di partenza e l’artefatto finale erano praticamente sovrapponibili. L’artigianato accorda nella sua etimologia sia l’arte che il talento. Quello che abbiamo visto è però possibile solo aggiungendo un ulteriore aspetto: la pratica.
Non abbiamo visto alcun disegno preparatorio, perché il disegno sarebbe servito solo a noi… La lezione, per l’Opera, è estremamente chiara: possiamo modellare la nostra realtà, le relazioni che la animano, la società di cui siamo parte, sta a noi saper usare o meno quel “martello”.