Viaggio nell'Abruzzo Magico
Intervista a David Ferrante
All’interno delle varie identità culturali e regionali, uno spazio importante è occupato dal folklore e dalle mitologie affollate di riti, creature, superstizioni e credenze che hanno plasmato comportamenti ed atteggiamenti che attiviamo, inconsapevolmente, anche nel quotidiano. È un’eredità invisibile, ma presente, che attraversa gesti, parole, simboli, stratificata nella memoria collettiva e nei territori.
David Ferrante, sociologo e saggista ed autore, esplora da anni questo patrimonio immateriale, coniugando il rigore della ricerca sociale con una sensibilità narrativa capace di ridare voce a figure semidimenticate e a pratiche arcaiche. I suoi studi e racconti – dalla pandàfeche agli antichi sortilegi del solstizio d’estate – disegnano una mappa antropologica del sacro e del magico in Abruzzo, dove il mondo contadino, la fede popolare e la paura dell’ignoto si intrecciano in una trama che ancora oggi (volente o nolente) ci appartiene.
In questa intervista, ci addentreremo con lui in un universo simbolico fatto di erbe e parole, sogni e incubi, santi e spiriti, per riscoprire la potenza generativa del folklore non come reliquia del passato, ma come chiave attuale di lettura del presente, richiamando alla memoria quei ricordi dei nostri nonni, appartenenti ad una fase pre-industriale in cui il magico albergava ancora nelle case.
Perché queste storie non sono solo fiabe antiche: sono dispositivi culturali che continuano a definire chi siamo, come agiamo, cosa temiamo e a cosa affidiamo, ancora oggi, le nostre speranze.