Abruzzo Caput Mundi
Intervista ad Alessio Consorte
All’interno del tessuto storico dell’Italia antica, l’Abruzzo conserva ancora le impronte vive e profondissime dei popoli italici, capaci di opporsi alla potenza di Roma durante la Guerra Sociale e di lasciare tracce di un’identità forte, oggi in gran parte rimossa, trascurata, o ridotta a simboli vuoti. Quei popoli – Vestini, Marsi, Peligni, Pretuzi… – non erano semplici satelliti della storia romana, ma portatori di una visione del mondo propria, di una spiritualità autonoma, e di un rapporto stretto con il territorio.
Alessio Consorte, documentarista, fotografo e regista indipendente, ha scelto di restituire voce e corpo a questa eredità, attraverso un’indagine originale e a tratti controcorrente. Consorte ha preferito gli strumenti dell’intuizione visiva e della ricerca sul campo, intrecciando studi accademici e fonti non convenzionali: contadini, cercatori “d’oro”, anziani e archeoastronomi. I suoi lavori, rigorosamente autoprodotti e messi a disposizione della comunità, si muovono tra il documentario e il racconto cinematografico, fotografico, dei luoghi interessati.
Ma è soprattutto il suo sguardo critico a renderlo figura discussa: Consorte ha messo in dubbio l’autenticità del Guerriero di Capestrano, simbolo dell’identità abruzzese, ipotizzando che si tratti di un falso novecentesco, realizzato in epoca fascista per fabbricare un mito nazional-popolare funzionale all’ideologia.
Una tesi esplosiva, che ha scatenato reazioni forti, controversie, e anche cause legali. Quali sono le ragioni che lo hanno fatto propendere per una simile tesi? Non si tratta di demolire un’icona: piuttosto di ridare verità alla storia, e soprattutto di restituire dignità alle culture italiche, senza filtri ideologici né mistificazioni accademiche.
L’intervista è un’occasione per scoprire i retroscena della sua ricerca, le motivazioni e le ragioni che gli hanno permesso di creare opere come Decumano Maximo, alla riscoperta della forza dei popoli italici, creando parallelismi tra l’impero di allora e quello di adesso: un confronto trasparente, senza ombre e dogmi, per comprendere le motivazioni di quelle dinamiche che hanno avvolto, ultimamente, il lavoro di Alessio.
Ringraziamo il regista per averci concesso di inserire, all’interno del montaggio, parti prese da entrambi i film, visionabili integralmente ai link in descrizione.