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15 marzo 2026

Il tempo circolare degli anziani

C'e' una cosa che ho notato ogni volta che ci sediamo ad ascoltare qualcuno che ha superato i novant'anni: il tempo, per loro, non scorre in linea retta.

Non e' nostalgia. Non e' senilita'. E' una struttura del pensiero diversa dalla nostra, formatasi in decenni di lavoro stagionale, di feste che tornavano, di lutti che si rinnovavano ogni anno nelle stesse date.

La stagionalita' come forma mentis

Chi e' cresciuto lavorando la terra ha interiorizzato il ritmo delle stagioni non come metafora, ma come realta' corporea. Il corpo sa quando e' marzo perche' ha fatto marzo quaranta volte. Sa cosa vuol dire il freddo di gennaio non perche' guarda il calendario, ma perche' lo ha vissuto nella carne.

Questo modo di stare nel tempo e' profondamente diverso dal nostro. Noi viviamo in un tempo lineare fatto di scadenze, obiettivi, progressi. Loro vivono in un tempo circolare fatto di ritorni, riconoscimenti, variazioni sul tema.

Cosa perdiamo quando perdiamo queste voci

Ogni volta che una persona anziana muore senza essere stata ascoltata, non perdiamo solo una biografia. Perdiamo un modo di stare nel mondo. Una percezione del tempo. Un sistema di orientamento.

Opera Rotas nasce anche da questa urgenza: non c'e' molto tempo. Le persone che portano questo sapere corporeo, ciclico, pre-digitale stanno diventando sempre meno. Ascoltarle e' un atto che ha un costo temporale preciso: adesso, o mai piu'.

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